Finalità del progetto

Il progetto è finalizzato alla conservazione di un falconiforme globalmente minacciato di estinzione, il Falco sacro (Falco cherrug). Il progetto è in linea con le finalità di tutela e conservazione della Fondazione Nando Peretti, che ha sponsorizzato le attività in Sicilia.
 

Il Falco sacro era precedentemente distribuito in tutte le zone steppiche dell’Eurasia, ma la popolazione mondiale è crollata drammaticamente nelle ultime decadi ed ora la popolazione eurasiatica non raggiunge le 17 000 coppie, anche se stime più attendibili citano un massimo di circa 10 000 coppie, con una maggiore densità nella parte asiatica dell’areale.

 

 La popolazione europea si è quasi estinta intorno al 1980. Grazie a massicci sforzi e azioni di conservazione, principalmente in Ungheria ed in Slovacchia, si è potuto arrestare il trend negativo e stabilizzare la densità di popolazione che in alcune aree sta anche aumentando lentamente. Dati recenti stimano circa 350 coppie in Europa centrale, perlopiù in Ungheria, Slovacchia, Serbia e poche coppie in Austria, Repubblica Ceca, Romania e Croazia. Una popolazione distinta e separata da quella centro-europea è presente in Ucraina e consta di circa altre 300 coppie. Nonostante gli sforzi di conservazione, esistono ancora numerosi fattori di rischio che hanno un impatto negativo sui Falchi sacri: perdita di habitat, elettrocuzione e collisione con linee e piloni di alta e media tensione, collisione con impianti eolici, avvelenamento, bracconaggio e catture illegali. Un ulteriore aggravio del problema è che questi fattori di minaccia sono conosciuti, quantificati e gestiti solo parzialmente nelle aree di nidificazione, mentre sono pochissimi  gli interventi di tutela nelle aree di migrazione e svernamento di questa specie,

 

Due progetti LIFE (LIFE06 NAT/HU/000096 e LIFE09 NAT/HU/000384) si sono dedicati allo studio della dispersione spaziale del Falco sacro, mediante inanellamento e telemetria satellitare. I risultati hanno reso evidente che molti giovani Falchi sacri, dopo l’involo passano l’inverno in Italia (dove la specie non nidifica). L’Italia è dunque un’area importante per lo svernamento di questa specie, ma in questo Paese mancano azioni specifiche di conservazione, per cui molti individui delle popolazioni centro-europee muoiono ogni anno per cause ignote. Alcuni Falchi sacri svernano in Lazio, intorno Roma, ma la maggior parte sverna in Sicilia. Quest’ultima regione sembra molto pericolosa – come sito di svernamento – per i falchi sacri: la telemetria satellitare ha rivelato che più della metà degli svernanti in Sicilia non ritorna più in primavera nelle aree di nascita centro-europee: essi muoiono per cause sconosciute. I sopralluoghi sul campo nei siti dove le trasmittenti hanno smesso di segnalare non hanno permesso di raccogliere nessuna spoglia di individui morti.
 

Queste pesanti perdite hanno un impatto negativo sulla demografia delle specie e soprattutto sulla popolazione nidificante. Si suppone ragionevolmente che il bracconaggio, gli impatti con impianti eolici e linee elettriche siano le maggiori cause di mortalità, poiché i siti dove avvengono gli ultimi contatti sono aree con alta densità di cacciatori, di linee elettriche e torri eoliche. Comunque mancano prove certe sulle cause e soprattutto non è possibile stimare quanti Falchi sacri muoiano per una causa o per l’altra, cosicché non è possibile finalizzare nessuna azione concreta di conservazione per limitare le perdite nel territorio della Regione Sicilia, sensibilizzando le amministrazioni locali.
 

Ora che gli sforzi di conservazione hanno stabilizzato la popolazione nidificante in Centro Europa e le cause di mortalità sono state limitate in queste aree, la nuova scommessa appare quella di concentrare gli sforzi di conservazione nell’areale di svernamento con particolare riguardo alla Sicilia. Questo consentirà di migliorare la sopravvivenza della specie e di assicurare una crescita di popolazione ed adeguati tassi di reclutamento della piccola popolazione centro europea.

Il progetto in corso, ha ricevuto un finanziamento dalla Fondazione Nando Peretti ed è condotto da esperti ornitologi dell’associazione MME/BirdLife Hungary e dell’Università di Palermo, con l’obiettivo di censire e controllare i siti di svernamento del Falco sacro in Sicilia, evidenziare la preferenza dell’habitat di svernamento e le maggiori cause di mortalità, che minacciano i Falchi sacri nelle aree prescelte. La raccolta di dati sul campo e la realizzazione di modelli predittivi della preferenza dell’habitat permetterà nel prossimo futuro di redigere un piano di conservazione per lo svernamento della specie nell’isola, comprendendo anche un piano di sensibilizzazione di addetti ai lavori, organizzazioni di tutela e di gestione del territorio in modo da migliorare lo status di conservazione della specie.