Attività del progetto

La attività principali del progetto sono: 1) attività di censimento sul campo, 2) modelli delle preferenze di habitat della specie; 3) preparazione del piano di conservazione per i siti di svernamento e 4) piano di sensibilizzazione per i portatori di interessi.

 

1)      attività di censimento sul campo – Durante il periodo da settembre 2012 ad aprile 2013 è stato condotto un piano di rilevamenti e sopralluoghi nelle aree di svernamento della Sicilia. I siti sono stati localizzati grazie alla telemetria satellitare che ha permesso di seguire diversi individui nel periodo 2007-2011(www.sakerlife.mme.hu). I trasmettitori hanno permesso di localizzare i falchi e di monitorare i loro movimenti, definendo le aree dove questi si concentrano. Anche i siti evidenziati dal modello di idoneità ambientale (cfr. punto 2) sono stati controllati per cercare eventuali individui svernanti. I sopralluoghi sono stati fatti da esperti biologi ungheresi, insieme ad ornitologi e volontari, studenti di Scienze Naturali ed Ambientali dell’Università di Palermo, coordinati dal Laboratorio di Zoogeografia ed Ecologia Animale (LABZEA) del Dipartimento STEBICEF dell’Università di Palermo. le informazioni raccolte riguardano la preenza dei Falchi sacri e di altri rapaci svernanti; i tipi di habitat; la presenza delle specie preda; delle pratiche agricole e colturali; le attività venatorie; eventuali registrazioni di avvelenamento; la presenza di impianti eolici e di linee elettriche di bassa, media ed alta tensione. Le osservazioni sono condotte sia raccogliendo dati di prima mano sul campo che con interviste alla popolazione ed operatori locali. tutti i dati raccolti verranno analizzati e convogliati in  un modello per identificare le minacce potenziali delle aree di svernamento.

2)      modelli delle preferenze di habitat della specie – nonostante la telemetria satellitare abbia evidenziato alcune aree di concentrazione dei Falchi sacri, è possibile che esistano molti altri siti potenzialmente idonei per lo svernamento che dovranno essere adeguatamente protetti. Poiché è materialmente impossibile e molto costoso monitorare tutti i siti si farà ricorso ad una modellizzazione basata sulle informazioni GIS. I modelli GIS permetteranno di risparmiare tempo e denaro e di mappare le aree potenzialmente idonee allo svernamento del Falco sacro in Sicilia. I modelli partono da dati raccolti sul campo che evidenziano le caratteristiche ambientali usate dai falchi e cercheranno, mediante interpolazione statistica aree idonee simili nel territorio regionale. I risultati saranno poi validati sul campo, un esperto GIS condurrà i passaggi iniziali necessari alla programmazione di questo modello ambientale.

3)      preparazione del piano di conservazione per i siti di svernamento – dopo aver raccolto e modellato tutte le informazioni disponibili gli esperti ornitologi ungheresi ed italiani prepareranno un piano di conservazione che include i principali obiettivi del progetto, i problemi sito-specifici e generali che minacciano il Falco sacro, descrivendo i fattori di mortalità e le minacce generali cui è sottoposta la popolazione svernante in Sicilia. Inoltre verrano redatte delle linee-guida di intervento sia generali che specifiche per sito ed indicate le possibili fonti di finanziamento ed i risultati attesi.

4)      piano di sensibilizzazione per i portatori di interessi – come passo iniziale per assicurare la conservazione della specie in Sicilia e dei suoi siti di svernamento è necessaria una sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei portatori di interessi (stakeholders), in modo da attirare l’attenzione sul problema specifico e sull’importanza delle conservazione della natura, delle specie di Rapaci e dei loro habitat. I portatori di interessi più importanti a questo riguardo sono: proprietari e conduttori di fondi e di aziende agricole, cacciatori e loro associazioni, birdwatchers ed ornitologi professionisti, studenti, ONG ambientali ed enti locali, ed infine il mondo politico locale. Discussioni, dibattiti estemporanei sul campo od organizzati localmente, insieme alla realizzazione e distribuzione di materiali divulgativi come opuscoli e poster saranno il fulcro delle azioni di sensibilizzazione. Inoltre verranno organizzate delle giornate-studio e seminari in località strategiche per la conservazione e all’Università di Palermo. Le azioni di sensibilizzazione verranno diffuse ai mass-media locali per assicurare una copertura mediatica alle azioni ed infine viene previsto un seminario congiunto tra gli esperti ungheresi e italiani coinvolti nel progetto per disseminare i risultati. Un sito web trilingue (italiano, ungherese ed inglese) inoltre curerà la informazione on-line del progetto. Il piano di conservazione finale verrà ampiamente diffuso a tutte le autorità locali e nazionali.